I nuovi Protocolli dei Savi di Sion

di , 11 Dicembre 2011 16:49

Ora ho capito come sono nati i fascismi e i nazismi. Cioè l’avevo capito anche prima, ma vedere materializzarsi sotto gli occhi, in diretta, la violenza dei vendicatori torinesi contro i ROM, è un’esperienza che fa crescere, diamine. E’ la vita in diretta che mostra come il mostro dell’ignoranza e della vendetta genera e sviluppa i razzismi e le violenze.

È bastata la bugia di una sedicenne per scatenare quel centinaio di persone che a Torino hanno incendiato un campo ROM e rischiato di bruciare, con esso, i suoi abitanti. Una sedicenne che per giustificare il suo ritardo nel rientrare a casa (era in camporella col fidanzato segreto) si è inventata una violenza carnale subita ad opera di due nomadi.

Non dirò nulla sulle paure di cui ci hanno detto abbastanza sociologi e psicologi, cioè sulla paura del futuro, sulla sensazione di insicurezza che domina la nostra civiltà e sulla necessità di scaricare tensioni individuando un nemico reale, su cui addossare tutte le colpe della nostra paura.

Dico solo che a fine ’800 erano stati i Protocolli dei Savi di Sion a scatenare le fantasie degli europei sulla ingordigia e sulla pericolosità degli ebrei. Rabbini che si riunivano in cimiteri (come quello di Praga) per preparare la rivoluzione e che per questo andavano distrutti.

E nei campi di concentamento ci sono finiti, gli ebrei, e con essi comunisti, ROM e Sinti, avversari politici e omosessuali.

Con le dovute proporzioni, a Torino abbiamo rivisto in brevissimo tempo i meccanismi che portano a condannare la totalità di quei “nemici” che incarnano nei nostri pensieri fantastici i fantasmi e gli spettri della crisi e dell’insicurezza che con essa arriva. Identici meccanismi sono alla base del nazismo e del fascismo. La radice è evidentemente sempre in agguato.

Se anche la violenza carnale ci fosse stata, la colpa e il reato appartengono al singolo che la commette e non ai suoi genitori, ai suoi parenti e neppure, figuriamoci, a tutto un popolo. Ma ora, a incendio consumato, anche tutto questo ciarlare sembra fuori tempo massimo.

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